Rifarsi una Vita Dopo una Perdita Difficile: la Forza di Lasciare Andare

Rifarsi una Vita Dopo una Perdita Difficile: la Forza di Lasciare Andare

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Sarà banale, ma è un dato di fatto che il senso di perdita sia una delle sensazioni peggiori che si possano esperire. E non è solo una questione di lutti. Amici che partono, amori che finiscono, situazioni in cui ci trovavamo bene che di colpo scompaiono lasciandoci un vuoto dentro. Come reagire? Certo, rifarsi una vita non è facile, ma con un po’ di impegno e un pizzico di fiducia, si può fare!

Il concetto di perdita: qualcosa di complesso. 

Probabilmente, la prima cosa a cui pensi nel momento in cui leggi la parola “perdita” è un lutto. Certo, questa è la forma più grave, più straziante e più appariscente del concetto di perdita, ma non è l’unica modo per provarne la sensazione!

Quando nella nostra vita viene a mancare qualcuno che amiamo, gli spazi che condividevamo con quella persona diventano asfittici. I gesti, i luoghi, le situazioni, cambiano valore e significato. Le domande affollano la testa, e, proverbialmente, non trovano risposta. 

Ma la mancanza può non essere limitata al lutto, anzi! Forse ancora più spesso nella vita ci succede di provare mancanza per qualcuno che decidiamo di allontanare o che si allontana, che ci delude o che se ne va via. Allora la mancanza si fonde con l’abbandono, ed essendo meno ineluttabile porta con sé sensazioni contrastanti. La persona che voglio nella mia vita c’è ancora, ma non è qui. Non puoi abbandonarti in un abbraccio perché non potete raggiungervi, o perché non vuole raggiungerti, o perché io non vuoi raggiungerla o raggiungerlo. 

Insomma, una tempesta di sentimenti e di sensazioni che però, come una spirale discendente, portano tutti allo stesso risultato: la vita che avevamo ci sta stretta. Hai bisogno di cambiare. 

È arrivato il momento di rifarsi una vita!

Rifarsi una vita: a che età?

Credi sia difficile rifarsi una vita a 40 anni? Certo, a quell’età qualche risultato lo si ha ottenuto, una routine di solito la si ha, affetti, amicizie, un luogo che possiamo chiamare casa. E se è difficile a quell’età, rifarsi una vita a 45 anni sarà ancora più complicato, dato che, auspicabilmente, le cose che abbiamo scelto di circondarci nella nostra quotidianità più passa il tempo e più si consolidano. Seguendo questo filo logico, quindi, rifarsi una vita a 60 anni, allora, dev’essere praticamente impossibile!

L’unica cosa che si ottiene ragionando così è di non cambiare mai!

Cambiare significa uscire dalla propria zona di comfort, che per quanto disfunzionale e dolorosa sia rappresenta comunque quello che già conosciamo, con cui abbiamo confidenza. Per questo rifarsi una vita è difficile… e per questo non esiste un’età in cui sia facile farlo! Lo si fa perché si deve, e si deve perché la vita che abbiamo non ci soddisfa più, perché quel qualcosa che è venuto a mancare rende insostenibile e dolorosa la vita che conducevamo fino a ieri.

Si tratta di qualcosa di universale, che non si interpreta a seconda degli anni, così come la necessità di venirne fuori! Pensaci un secondo: se ammettiamo che da una certa età in poi non valga più la pena rifarsi una vita, intendiamo implicitamente che, per quel che resta, non vale la pena di impegnarsi per essere felici. Ma essere felici, o tentare con tutti i mezzi di esserlo, è quello che distingue la sopravvivenza dalla vita. Se riteniamo che, da una certa età in poi, non valga più la pena di lottare per essere felici, stiamo dicendo a noi stessi che, a partire da quell’età, non vale più la pena di vivere.

No: questo è inaccettabile. Ogni secondo della nostra vita è un diamante di inestimabile valore, e vale la pena lottare per essere felici fino all’ultimo: ci è stata regalata una sola vita, e abbiamo il diritto di godercela tutta!

Un’età per rifarsi una vita, quindi, non c’è. 40, 45, 60 o anche 90 anni: non è mai troppo tardi per riprendere in mano le redini e godersi il nostro percorso su questo spettacolare pianeta!

Ecco da dove cominciare per rifarsi una vita: il rituale della tana

Un grande insegnamento che ci deriva nientemeno che da Buddha, è che tutto è il riflesso della nostra mente. Il contenitore in cui convergono tutti i nostri stimoli sensoriali, tutte le nostre sensazioni, tutti i nostri sentimenti, è la mente, e la mente li rielabora dando loro una forma che possiamo comprendere e interpretare. Per questo, a partire dalla mente tutto può essere cambiato, perché non sono tanto gli eventi quanto la percezione che ne abbiamo a impattare sulla nostra vita. 

Per aiutare la nostra mente a modificare il modo di interpretare gli stimoli che riceve, possiamo utilizzare un antichissimo rituale: il rituale della tana.

Devi trovare o creare uno spazio in cui tu possa sentirti a tuo agio. Una tana, avvolgente e confortevole, da cui lasciar fuori il brusio del mondo, in cui rifugiarti senza seguire schemi, convenzioni e aspettative: uno spazio in cui essere semplicemente te stesso. 

Assaporane il silenzio e la quiete, e usa quel silenzio e quella quiete per ascoltare la voce del tuo intuito. Sembra banale, ma alle volte ascoltare sé stessi è una questione fisica, e il nostro intuito sa sorprenderci evidenziando il bisogno giusto, la giusta prospettiva d’azione. Semplicemente, facciamo uscire il meglio da noi stessi dandoci fiducia. 

Riconnetterci alla sorgente primaria: la pratica del radicamento

Per ritrovare l’energia per arrivare al risultato che ci prefiggiamo, occorre tornare all’origine. Al luogo da cui l’energia fluisce in noi, e da cui ci siamo allontanati nel momento in cui la nostra vita ha preso una deriva inaspettata: la nostra sorgente primaria, appunto. 

Quando ti svegli al mattino mettiti in piedi, con la colonna vertebrale diritta. Immagina che dai tuoi piedi si dipartano delle radici che raggiungono il centro della terra, attraverso le quali lasciar andare tutto quello che di negativo e di tossico ti sta indebolendo. 

Dalle radici, però, gli alberi ottengono nutrimento, e anche tu dalle radici che hai messo in terra, potrai tornare a trovare energia, a prendere quello di cui hai bisogno per agire nella tua vita in modo orientato e funzionale. 

Questa pratica è davvero importante ed efficace per gestire i propri sentimenti: ritrovare forza attraverso questa figurazione mentale ti aiuta a ritrovare energia e ad affrontare le tue necessità con forza ritrovata. Lo yoga può aiutarti tantissimo in questo!

 

Gestire una perdita e trovare la forza di rifarsi una vita è complesso, ma riuscirci ti aprirà un mondo!

Certo può essere un cammino non semplice e a volte lungo… e proprio per questo la nostra splendida Daria Sessa ha dedicato a questo argomento un intero episodio all’interno de La Svolta School, la Prima Scuola Online Italiana di Crescita Personale! All’interno de La Svolta troverai tutte le risorse necessarie per crescere nel lavoro e nella vita, insieme alla Tribù di studenti più affiatata d’Italia.

Guarda l’estratto qui sotto e vieni a trovarci qui a la Svolta School per guardare la versione integrale!

Ricordati che non c’è modo migliore di cresce che farlo insieme!

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