Pensiero Creativo: 3 Esercizi per Allenarlo e Trovare Soluzioni

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Si tratta di una vera e propria “skill” che non è solo utile nella vita di tutti i giorni, nelle amicizie e nell’amore. Il pensiero creativo è una qualità che viene apertamente richiesta anche nei colloqui di lavoro! Peccato, però, che a molti non sia nemmeno del tutto chiaro cosa sia il pensiero creativo, per lo meno non all’atto pratico! Figuriamoci imparare ad averne uno, sempre che questo sia possibile!

Pensiero creativo, questo sconosciuto…

“Creatività” è una di quelle parole che tutti comprendiamo al volo ma che spesso non saremmo in grado di definire. Se lo si chiede alle persone, il pensiero creativo viene associato, sì, all’arte, ma più che a questo alla capacità di esprimere se stessi.

In senso classico, la creatività è quello che ci permette di trovare delle soluzioni alternative, cioè di prendere qualcosa che esiste, di scomporlo e di riassemblarlo in modo differente. Possiamo creare tante connessioni differenti fra elementi che conosciamo e che non cambiano, ma con cui si può giocare, che si possono unire in forme diverse.

Pensiero laterale o divergente come base del pensiero creativo

Il pensiero laterale o pensiero divergente è vicino alla creatività. Si tratta della capacità di trovare delle soluzioni alternative a una situazione data. Di non proseguire su un cammino che conosciamo e che ci è stato dato, ma di spaziare creandoci il nostro: andare dal punto A al punto B trovando strade diverse. E andando ancora più in la… capire che, in effetti, quasi mai esiste una unica soluzione!

Ma il pensiero creativo è innato?

È convinzione diffusa che il pensiero creativo sia qualcosa di connaturato, con cui si nasce. Questo è solo in parte vero: esistono attitudini e inclinazioni, questo è fuori discussione, ma essere creativi non è solo una questione di istinto.

Per quanto una persona possa ritenersi molto logica e poco propensa a pensare fuori dagli schemi, con un po’ di allenamento gli elementi a sua disposizione possono ugualmente essere scomposti e poi ricomposti facilmente.

Una cosa simile la si fa con la memoria! Ci sono persone che hanno più memoria e altre che ne hanno meno, ma tutto può essere allenato con delle pratiche. Allo stesso modo, la creatività è un’attitudine assolutamente sviluppabile come tutte le altre. Ci vuole, però il giusto allenamento!

Errori da non fare!

Quando sentiamo mancare la creatività tendiamo a dare la colpa a qualcosa di esterno. La sensazione di difficoltà, la frustrazione data dal non essere in grado di trovare una soluzione a un problema ci catapulta al di fuori della zona di comfort. A quel punto tenderemo a dare la colpa del nostro malessere a qualcun altro. È colpa di un collega, o magari del forno che non funziona, o dei bambini che fanno chiasso nell’altra stanza.

Essere capaci di ascoltarci mentre pensiamo o diciamo questo è importante: è un campanello d’allarme! Proprio in quel caso forse dobbiamo fermarci e fare un passaggio creativo con il nostro pensiero divergente, prenderci un piccolo tempo per capire che cosa sta succedendo e se è veramente colpa dell’altro.

Ancora, tendiamo a dire spesso “io sono fatto così”. Ecco, quello è l’altro campanello d’allarme perché è proprio quando siamo in mezzo tra “ la colpa è dell’altro” e “ma tanto io sono fatto così” che si crea un immobilismo, una palude gigantesca che crea… la confusione.

Già, la confusione! Attenzione, però: la confusione è sì, una debolezza, ma puoi anche trasformarla in una forza!

La confusione è la base del pensiero creativo!

Per attivare il cervello occorre uno stato di confusione, una situazione in cui il cammino non è tracciato e devi impegnarti per trovare una soluzione tutta tua!

La confusione, insomma, genera la soluzione. Entrando in uno stato di confusione riconosco che sono all’interno di una palude, riconosco di aver bisogno di creatività.

Quando sentiamo un momento di confusione, è importante darci la possibilità di stare un po’ con lei: non fuggire e cercare di capire perché ci sentiamo così! La cosa ci spaventa ma potrebbe farci trovare una nuova strada o vedere qualcosa di bello, scoprire in noi risorse che non sospettavamo.

Nel momento in cui ti senti spaventato dalla confusione o a disagio perché non riesci a fare le scelte di cui hai bisogno, devi sforzarti di pensare che, in realtà, sei in un momento estremamente generativo. Essere consapevole di questo ti permetterà poi di andare avanti, di utilizzare tre piccoli esercizi che ti possono aiutare a rimettere in ordine le cose!

ESERCIZIO 1: Confusione e disegno

Comincia col fare un bel respiro, chiudi gli occhi e focalizzati su quello che per te è la confusione: quel che senti e che provi in quel momento.

Cerca di visualizzare sullo schermo delle palpebre chiuse la tua sensazione, trasformala in qualcos’altro. Potresti vedere un colore, una forma, oppure sentire un suono.

Nel momento in cui senti o vedi qualcosa, riapri gli occhi. Afferra un foglio di carta e una matita e comincia riversare sul foglio quello che hai sentito o visto. Più approssimativo risulta il disegno meglio è: lo scopo è portare il pensiero fuori da te.

Una volta fatto, metti via lo scarabocchio: riponilo in una scatola e alla fine avrai collezionato una serie di confusioni che potrai mettere una di fianco all’altra e vedere come sono, che colore e che forma hanno.

Tutto questo ci farà rendere conto che ogni confusione è diversa dall’altra.

ESERCIZIO 2: Confusone e suono

Nel momento in cui ti sentirai confuso, prenditi qualche minuto per stare con te stesso e per fare questo esercizio.

Siediti, lasciati andare per un attimo, concentro e lascio fluire le sensazioni che provi. Associa le tue sensazioni a una canzone e inseriscila in una playlist.

Se lo fai un certo numero di volte, ti troverai con una serie di canzoni che ti ricorderanno le confusioni che hai provato. A quel punto ti sarà più facile dar loro un significato: la canzone diventerà un simbolo, un ricordo di quella confusione. Allora, quando l’ascolterai potrai tornarci sopra dopo aver vissuto un altro pezzo di vita.

Esercizio 3: Confusione e confidenza

Scegli una persona in cui riponi completa fiducia, che ti conosce. Nel modo che preferisci (sms, whatsapp, email, come vuoi tu) mandagli o mandale un pensiero che non abbia alcun senso per il destinatario ma che ne abbia per te, perché legato alla tua confusione. Non un pensiero esplicito ma una parola o un insieme di parole che ti sono venute in mente.

Osserva come reagisce il destinatario, che tipo di feedback ti restituisce. L’altra persona diventerà anche un confronto e questo ti aprirà a nuove possibilità, a nuovi pensieri. L’esercizio diventerà anche uno spazio di leggerezza, di gioco.

E tu sei una persona naturalmente creativa?

Per scatenare il tuo potenziale creativo può servirti un piccolo aiuto!

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