Tecniche per Memorizzare
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Di questi tempi ci affidiamo alla tecnologia quasi per tutto. Se abbiamo un dubbio cerchiamo su wikipedia, se non ricordiamo il titolo di una canzone la shazamiamo, e così via. Il risultato è che la nostra memoria non si allena, e quando ne abbiamo bisogno davvero ci troviamo in difficoltà. Per fortuna ci sono tantissime tecniche per memorizzare che ci possono aiutare!

La memoria è ancora importante!

Avete mai letto “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury? È un bellissimo romanzo distopico sull’importanza della conoscenza, che ha come punto centrale il concetto secondo cui la libertà dell’essere umano risiede nelle capacità della sua mente e nella sua memoria.

Ma al di là della fantasia della grande letteratura, è vero che la memoria ci rende liberi, e non solo! Le nostre convinzioni etiche, la nostra professionalità, l’idea che abbiamo del mondo e il nostro senso di giustizia, la nostra stessa personalità si basa sulle conoscenze che abbiamo interiorizzato. Che ricordiamo.

Studiare non è una noiosa attività scolastica: forma le persone che siamo, ci rende unici!

Certo, fin qui è tutto bellissimo… ma essere capaci di ricordare quello che si studia è tutt’altra cosa! Tutti noi abbiamo avuto le nostre difficoltà a scuola, fino a che, qualcuno prima e qualcun altro dopo, abbiamo elaborato il nostro metodo di studio: sostanzialmente abbiamo elaborato la nostra tecnica!

Ognuno ha la sua, ma quello delle tecniche per memorizzare è un vero campo di studio e di applicazione professionale. I corsi per aumentare la memoria sono tantissimi e frequentatissimi, segno che l’idea che la memoria sia davvero importante non è affatto passata di moda!

Ci sono alcune tecniche per memorizzare alla portata di tutti, che possono aiutarti a dare una marcia in più alla tua mente! Ecco le quattro più efficaci e diffuse.

1 – PAV, il Paradosso-Azione-Vivido

Fra le tecniche per memorizzare, la PAV è considerata quella di base. Non perché sia più semplice delle altre, ma perché padroneggiandola risulterà molto più semplice acquisire i meccanismi delle altre tecniche più complesse.

Inoltre, la PAV ha il pregio di poter essere applicata nella vita di tutti i giorni senza particolari difficoltà.

La PAV si basa sull’assunto che per memorizzare qualunque cosa dobbiamo prima trasformarla mentalmente in un’immagine. Il nostro cervello tende a lavorare con molta più efficacia quando richiama immagini per memorizzare le informazioni più facilmente. Quanto più l’immagine che associamo all’informazione ci colpisce, tanto più memorizzeremo facilmente l’informazione.

Bisogna quindi creare un Paradosso, un’immagine più distante possibile dalla realtà, per ricordarla più facilmente possibile.

Quest’immagine paradossale, poi, deve avere un’Azione: il nostro cervello memorizza più facilmente immagini in movimento piuttosto che immagini statiche.

Infine, l’immagine in movimento che costruiamo nella mente deve essere Vivida: coinvolgere i nostri sensi per farci sentire immersi nella scena.

Facciamo un esempio.

Ipotizziamo di doverci ricordare di comprare un gambo di sedano per la cena, ed elaboriamo un’immagine che ci aiuti.

Possiamo immaginarci che sia il gambo di sedano che acquista noi: questo è il Paradosso.

Il gambo di sedano torna a casa agitando la sporta della spesa che ci contiene aventi e indietro: questa è l’Azione.

Il nostro peso, però, è troppo per un piccolo gambo di sedano, che a un certo punto soccombe e si spezza facendo “craaaak”! Questò è l’aspetto Vivido, che coinvolge il nostro udito.

2 – Conversione fonetica.

Più che una, la conversione fonetica consiste in una serie di tecniche per memorizzare i numeri. Si basa sull’associazione di un suono consonantico a ciascun numero da 0 a 9, di modo da poter convertire ogni sequenza numerica in parole o persino in frasi.

Complesso? No: parole e frasi corrispondono a immagini, aiutati utilizzando la PAV.

Un altro sistema di conversione fonetica, meno articolato ma più immediatamente utilizzabile è il cosiddetto Sistema della Rima. Consiste nell’associare a ogni numero una parola che fa rima con esso.

Così “Uno” diventerà “Bruno”, “Due” diventerà “Bue”, “Tre” diventerà “Re”, e così via. Essendo più semplice, generalmente ci si impratichisce prima con il sistema della rima per passare poi alla conversione fonetica vera e propria.

3 – Ripassi sistematici

Ci dovevamo arrivare. L’incubo di ogni studente, l’ossessione di chiunque apra un libro con la consapevolezza che dovrà arrivare a conoscerlo nei minimi dettagli. Eppure, fra le molte tecniche per memorizzare che si possono adottare, questa è una delle poche che garantisca una memoria a lungo termine a prova di bomba.

Chi pensa che per ripassare serva semplicemente aprire un libro che abbiamo già studiato e scorrerlo per fissare gli elementi chiave nella memoria si sbaglia di grosso. La faccenda è più complicata, e risponde a esigenze cognitive volte a contrastare un fenomeno mentale ampiamente approfondito: la curva dell’oblio.

Lo psicologo e filosofo tedesco Hermann Ebbinghaus,  nel suo libro “Sulla memoria” del 1885 ha ampiamente spiegato come la memoria, o meglio l’oblio, segua un ritmo esponenziale. Dopo un’ora dall’apprendimento tendiamo a dimenticarci il 50% di quello che abbiamo imparato. Dopo 24 ore si aggiunge un altro 10%, e così via finché non ricorderemo altro che il titolo del libro… forse!

Ebbene, i ripassi sistematici servono a contrastare questa naturale tendenza. L’andamento dei ripassi serve a contrastare la curva dell’oblio. Per minimizzarne gli effetti negativi sarà necessario seguire dei cicli di ripasso: rinfrescare gli argomenti con una cadenza precisa. Un’ora dopo, poi un giorno dopo, una settimana dopo e infine un mese dopo.

In questo modo si annullano, o si minimizzano, gli effetti della curva dell’oblio, fissando nella memoria a lungo termine una conoscenza approfondita dell’argomento.

4 – Tecnica dei Loci

Che ne dici di un viaggetto nel tempo? Fra le tecniche per memorizzare, questa è in assoluto la più antica. Pensa che pare sia stata inventata da Cicerone, che per certo la praticava abitualmente!

Si tratta di creare un vero e proprio percorso mentale… nel senso di un tragitto vero e proprio, con luogo di partenza, di arrivo e tappe intermedie!

Da un concetto di base, fai corrispondere a ogni tappa un concetto intermedio che ti aiuti a sviluppare in senso logico la costruzione del discorso. Puoi associare a ogni concetto un’immagine secondo il metodo PAV: ti sembrerà di passeggiare nella tua mente.

Unica avvertenza: immaginati un percorso che conosci davvero, che conosci bene: tragitto che facevi da ragazzo per andare da casa a scuola. Qualcosa che conosci come le tue tasche, o dovrai ricordarti anche il percorso oltre che i concetti che lo compongono!

 

Di tutte queste tecniche, forse la più efficace è quella delle Mappe Mentali!

Scopri come utilizzarle al meglio nella puntata della Svolta School con Matteo Salvo.

 

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