Mappe mentali
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La memoria, la concentrazione, la coscienza e la memorizzazione dell’argomento che fa la differenza in un momento della nostra vita, sia personale che professionale. Tutti scalini da superare che creano problemi a chiunque, ma che possiamo percorrere agevolmente un piccolo strumento che ci da un grande aiuto: la mappa mentale.

Non esistono strumenti miracolosi, e ogni progresso, seppur piccolo, prevede un impegno, ma a una cosa potete credere sinceramente. Quel che più si avvicina allo strumento miracoloso per quanto riguarda la memorizzazione e la chiarificazione di concetti complessi, è senza ombra di dubbio la mappa mentale.

Cosa sono le mappe mentali?

Le mappe mentali altro non sono che una rappresentazione grafica del nostro pensiero. Uno schema che racchiude in sé elementi evocativi, capaci di stimolare la memoria e l’apprendimento. Grazie a loro mettiamo la nostra mente nella condizione di metabolizzare concetti complessi utilizzando anche la nostra capacità creativa, realizzando qualcosa di completamente personale.

L’idea delle mappe mentali nasce negli anni ’70, nell’ambito dell’attività di ricerca dello psicologo cognitivista britannico Tony Buzan. In quel periodo, consapevole di quanto poco si sapesse dei meccanismi che regolano il funzionamento del cervello umano, soprattutto per quanto riguarda l’apprendimento rapido, cominciò a studiare l’argomento. Ne sviluppò una tecnica davvero rivoluzionaria.

Le mappe mentali vengono elaborate in modo da fare leva sulla tendenza della mente umana a recepire i concetti meglio e più facilmente in forma grafica. L’organizzazione interna, invece, fa capo a due anime. L’anima gerarchica, che collega ogni elemento o concetto chiave a quello che lo precede mediante una struttura a rami. L’anima associativa, basata sulle relazioni che esistono fra i diversi punti della mappa.

Il tutto viene arricchito da immagini fantasiose e colorate, stimolando la parte destra del cervello, in cui risiedono la nostra creatività e la capacità di memorizzare. Gli elementi che caratterizzano il modello di Buzan sono l’utilizzo di immagini accattivanti, l’impiego di colori vivaci e contrastanti e l’uso di parole chiave per sintetizzare concetti anche molto ampi.

Non occorre dire che la tecnica delle mappe mentali si rivela fin da subito rivoluzionaria. Tony Buzan, ha pubblicato l’incredibile numero di 121 libri, tradotti in 35 lingue.

Perché usare una mappa mentale?

Insomma, un turbo per la mente. Un trucco per spingere i nostri limiti mentali quasi al limite, memorizzare di più, meglio e in meno tempo.

Ma per quale ragione si dovrebbe voler spingere al limite il proprio cervello? Quali sono gli utilizzi pratici delle mappe mentali?

Presto detto.

Al di là della semplice esigenza di memorizzare concetti, che può rispondere a necessità di studio o di curiosità, le mappe mentali ci aiutano anche in altri ambiti. Nascono allo scopo di assimilare informazioni in modo efficace ed innovativo, stendendole in una forma grafica che le ordini in modo gerarchico e associativo.

Isolate gli elementi di cui abbiamo appena parlato: non sono forse il quel che richiede ogni singola attività umana? Dalla gestione di un’azienda all’organizzazione di un processo creativo, dall’esigenza di trovare nuove soluzioni logistiche alla semplice necessità di memorizzare un testo. Persino la capacità di parlare in pubblico può trarre giovamento dall’utilizzo di una mappa mentale, e questo per una semplice ragione.

Le mappe mentali non forzano la mente a comprendere il loro linguaggio. Al contrario, parlano il linguaggio della mente. Ricreano e ordinano in modo ottimale gli elementi che più facilmente la mente umana riconosce e memorizza, adattandoli al concetto che vogliamo memorizzare.

Una specie di trucchetto, insomma, un sistema per far credere alla mente che concetti incredibilmente complessi siano in realtà semplici e immediati come un disegno, uno schema o una scala.

Come creare una mappa mentale che funziona

Esistono molti strumenti informatici che possono aiutarci a realizzare le nostre mappe mentali. Se vogliamo, però, capire bene come queste funzionano è meglio prendere carta e penna e realizzarle a mano.

Malgrado la necessità di inserire elementi grafici evocativi, per realizzare una mappa concettuale non occorre in alcun modo essere bravi a disegnare. Quel che serve davvero è seguire una precisa struttura, per evitare di perdere il senso di quel che stiamo facendo e disorientarci. Una scaletta può semplificarci il lavoro.

  • Per prima cosa, prendi un foglio A4 e disponilo orizzontalmente sul tavolo.
  • Disegna al centro l’idea che vuoi sviluppare. Può essere una parola, scritta chiaramente e colorata, oppure un disegno che ne esprima il concetto. Ad esempio quello di “casa”.
  • A partire da questo primo elemento, poniti la domanda “Quando penso a questo argomento cosa mi viene in mente?”. Le risposte che ti darai andranno a costituire i rami della tua mappa mentale. Nel caso del concetto “Casa” i rami potranno essere “Mutuo”, o “Quartiere”, o “Villetta, o “Appartamento” e così via. Disegna i rami a partire dal centro e verso l’esterno, rappresentali come linee curve e colorate.
  • Da ogni ramo, associato a un’idea, si dipartiranno altri rami, che rappresenteranno altre idee associate all’idea del ramo da cui si diramano. Il processo di ramificazione continuerà finché sentirai di avere delle associazioni da fare, liberamente.
  • Infine, aggiungi delle immagini o dei disegni ad ogni ramo. Non è solo un vezzo stilistico: le immagini hanno un potere descrittivo enorme, che ti aiuterà a ricordare meglio ogni aspetto del concetto che stai sviluppando.

Troppo complesso? Macché… basta provare! Ma se senti il bisogno di approfondire la tecnica per la stesura delle mappe mentali, uno dei maggiori esperti del settore è Matteo Salvo.

Suggerimenti pratici per non sbagliare

Proprio a Matteo Salvo abbiamo chiesto qualche piccolo segreto per sfruttare al meglio la tecnica delle mappe mentali. Ecco i suggerimenti più ispiranti che ci ha dato:

1- Se vuoi imparare bene a realizzare le mappe mentali, immagina di doverle spiegare a qualcun altro.

2- Non fare mai una mappa su un argomento troppo ampio: la mente ha bisogno di chiarezza, e una mappa troppo complessa non è chiara. Io personalmente non faccio mai più di 10 rami!

3- Meno è meglio: concentratevi su quello che serve e lasciate stare quel che non ci serve. Generalmente, concentrarsi su quel 20% del concetto selezionato nel modo giusto ci porta a padroneggiare l’80% della competenza di cui abbiamo bisogno!

4- La distrazione è il nemico della produttività. Realizza una mappa mentale mettendo da una parte quello che più ti distrae, e dall’altra, invece, quello che più ti fa concentrare.

Hai mai provato a fare una mappa mentale? Commenta questo articolo e raccontaci come è andata…

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