paura di parlare in pubblico
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Lo sapevi che sognare di fare una figuraccia in pubblico è uno degli incubi più ricorrenti, subito dopo sognare di cadere? Ebbene sì, la paura di parlare in pubblico è uno spettro che quasi tutti si portano dietro da sempre, e con cui troppo spesso impariamo a convivere, cercando escamotages volti più ad evitare l’impaccio piuttosto che ad affrontarlo!

Eppure, la paura di parlare in pubblico è qualcosa che ci limita fortemente, e che rischia davvero di costituire un ostacolo fra noi e la nostra soddisfazione personale. Il perché è facile a intuirsi: quante volte abbiamo rinunciato a un’occasione d’oro pur di evitare l’eventualità di poter fare una figuraccia in pubblico? Quante volte non abbiamo fatto valere le nostre idee? Quante volte non siamo stati in grado di difendere la nostra posizione?

Come si può fare a superare la paura di parlare in pubblico?

Lasciarsi alle spalle una paura così connaturata, che ci portiamo dietro da tutta la vita, non è semplice. Anzi… è impossibile farlo del tutto! Come prima cosa occorre considerare che le paure non svaniscono mai del tutto, ma si evolvono assieme a noi. Fortunatamente, però, con un po’ di lavoro si può instradare la loro evoluzione di modo che non solo non costituiscano più una fobia paralizzante, ma che riescano addirittura a insegnarci qualcosa su noi stessi!

Ecco cinque trucchetti fondamentali da mettere in campo per superare la paura di parlare in pubblico.

1 – Prepararsi bene, prepararsi il giusto

Il mondo digitale in cui, ormai, siamo immersi fino al collo ci fa spesso perdere di vista la necessità della preparazione: viviamo nell’epoca del tutto e del subito, in cui il desiderio di sapere qualcosa o di avere un suggerimento viene appagato in pochi secondi da una rapida ricerca su Google. Va benissimo, nella vita quotidiana, ma non è certo un sistema per interiorizzare le informazioni in modo appropriato, e può farci perdere di vista la necessità di dedicare il giusto tempo a prepararci per l’argomento di cui andremo a trattare.

La preparazione è fondamentale non solo per esaurire tutti i punti del nostro discorso con puntualità e precisione risultando relatori efficaci. C’è un risvolto psicologico non indifferente: la consapevolezza di esserci preparati al meglio, la certezza di aver interiorizzato davvero l’argomento di cui tratteremo, è il primo, forse il più efficace sistema per mettere in un angolo la paura di parlare in pubblico e affrontare le proprie sfide a testa alta.

Attenzione, però: non eccedete nella preparazione!

Una eccessiva preparazione, spinta fino all’eccesso di mandare la lezione quasi a memoria, ci farà risultare meccanici e costruiti, quasi falsi: da spettatore, è molto più piacevole e coinvolgente ascoltare un relatore che risulti umano e immerso nella sua relazione: in una parola, autentico!

2 – Abbraccia l’autenticità!

Siamo macchine? No, giusto? Giustissimo, siamo umani, e gli umani balbettano, s’impappinano, hanno vuoti di memoria, alle volte sbagliano le parole, e gli si arrossano le guance quando si sentono in imbarazzo. Non c’è niente di male, anzi: è tutto normalissimo, e prima lo capirai meglio sarà.

Certo, lo sappiamo tutti, ma quanti l’hanno interiorizzato davvero per sé stessi? Spesso usiamo nei confronti del prossimo un’indulgenza che non avremmo mai e poi mai nei nostri riguardi: ci fa sorridere e non toglie niente a un’esposizione a cui assistiamo che il relatore si impappini su un congiuntivo, ma se la stessa cosa capita a noi ci autofustigheremo per mesi.

Capire che la perfezione non è umana è una cosa fondamentale, per superare la paura di parlare in pubblico, e anzi, l’imperfezione può essere molto positiva! Avere un’esitazione, un vuoto di memoria, scivolare su una parola o balbettare qualche secondo può metterci in relazione empatica con la nostra audience.

Comunque non c’è niente di cui preoccuparsi: ricorda che stai parlando di un argomento che conosci benissimo, che probabilmente definisce la tua vita professionale o una parte di essa. In un certo senso stai parlando di te: se perderai una parola, ne troverai subito un’altra!

3 – Non identificarti nella paura

Alle volte non siamo solo prigionieri delle etichette che gli altri ci appiccicano addosso, ma anche di quelle che noi stessi ci appioppiamo! La paura di parlare in pubblico è un esempio lampante di questo limite, perché i primi ad aspettarsi che ci bloccheremo che faremo una figuraccia siamo proprio noi stessi! Ci identifichiamo con la nostra paura, dando per scontato che la peggiore delle ipotesi si verificherà per forza, perché non siamo in grado di fare di meglio.

La paura, mano a mano che il tempo passa e le esperienze si accumulano, sale di livello sempre più fino a diventare una montagna insormontabile, troppo alta da scalare con le nostre sole forze. A quel punto ci arrenderemo in partenza, sommersi da una sfida che riteniamo troppo dura per noi. Ma come possiamo evitare questo meccanismo mentale?

Bastare sforzarsi di cambia il modo a cui pensiamo all’evento cui dovremo presenziare. Quando ci proiettiamo mentalmente nella situazione, cerchiamo di figurarci una scena di trionfo piuttosto che di fallimento! Pensiamo che verremo apprezzati, non denigrati.

Certo, è un suggerimento che prevede una buona dose di autocontrollo e concentrazione, ma per fortuna lo Yoga ci viene, come sempre, in aiuto. Puoi approfondire l’argomento sfogliando le pagine del libro Il cuore dello Yoga.

4 – Lascia andare le aspettative

Non attaccarti troppo all’obbiettivo, o meglio a quello che credi sarà l’obiettivo.

Spieghiamoci meglio: fin da piccoli veniamo educati che l’importante è raggiungere l’obiettivo finale. L’obiettivo è lo scopo superiore, a cui sacrificare ogni umana debolezza e a cui dedicare tutto il lavoro di cui siamo capaci, tanto che la nostra stessa felicità dipenderà dal suo raggiungimento.

Beh, è ora di lasciare andare questo costrutto mentale: quello che dobbiamo fare è comunicare la nostra esperienza, in un certo senso quello che siamo, con molta semplicità, la giusta dose di preparazione e il giusto atteggiamento. Fatto questo, sia che vada bene sia che vada male saremo felici del risultato, prima di tutto perché saremo consapevoli di aver affrontato la sfida al meglio delle nostre possibilità pur rispettando noi stessi. Poi il risultato potrà essere positivo, e allora saremo soddisfatti. Oppure potrà essere negativo, e avrà saputo insegnarci qualcosa di importante e strategico, sia sulla nostra pratica che al nostro modo di accogliere e ammortizzare un’esperienza dall’esito negativo. Si vince sempre, anche quando si perde.

5 – Per riuscire dobbiamo metterci in gioco

Certo, bella scoperta, direte voi. C’era bisogno di dirlo?

Certo che c’era bisogno di dirlo, perché uno degli inciampi in cui tutti noi ricorriamo più e più volte nella vita è quello di rinunciare a priori a una sfida per la paura di fallire. Può essere un corso di studi difficile ma appassionante, può essere un’impresa complicata da mettere in pratica, può essere un amore che desideriamo a tal punto da ritenerlo irraggiungibile. Può essere la necessità di parlare in pubblico, che ci terrorizza e ci blocca.

Ebbene, bisogna mettersi in gioco: aprire quel libro astruso e impegnarsi per capirlo, gettarci all’inseguimento del nostro sogno lavorativo, dichiarare senza vergogna i nostri sentimenti alla persona che amiamo. Salire i gradini del palco, piazzarsi davanti al microfono, guardare la platea, fare un bel respiro e cominciare a parlare.

Non sapremo mai quanto bravi siamo a farlo, finché non ci decideremo a farlo!

La Svolta School si è occupata a fondo della paura di parlare in pubblico e di come superarla: guarda la nostra puntata dedicata all’argomento, e scrivi nei tuoi commenti se i nostri suggerimenti ti sono stati d’aiuto!

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