3 Modi per Smettere di Provare Invidia e Gelosia

3 Modi per Smettere di Provare Invidia e Gelosia

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Ti capita mai di confrontarti con qualcuno e provare invidia nei suoi confronti?

Di paragonarti con un’altra persona, ad esempio un tuo collega, un amico/a, un conoscente, o semplicemente un passante?

Bè, se ti è capitato, non è grave, anzi è una cosa naturale che facciamo più o meno tutti.

Ogni giorno ci guardiamo attorno e osserviamo i comportamenti degli altri, quello che fanno, come si vestono, come camminano, come parlano…e in maniera più o meno inconscia ci paragoniamo a loro.

Non c’è niente di male nel confrontarci con gli altri, anzi, spesso è un atteggiamento utile che ci sprona a migliorare, ma a volte può diventare controproducente, soprattutto quando il paragone induce a sminuire la nostra persona ed entra in gioco proprio lei, l’invidia.

Così la tua macchina diventa un catorcio rispetto alla Mercedes del vicino di casa.

Il tuo lavoro un’attività umiliante rispetto al lavoro pieno di stimoli che fa la tua migliore amica.

E i tuoi vestiti degli stracci rispetto agli abiti sempre alla moda della tua collega.

Vedere sempre la situazione degli altri migliore della tua, a lungo andare può rendere la tua esistenza un vero inferno.

L’unico risultato sarà una cantilena costante nella tua mente che suona più o meno così:

Gli altri sono tutti più felici e migliori di me, gli altri hanno tutti trovato l’anima gemella e io resterò per sempre da solo, io sono un fallito, gli altri riescono in tutto quello che fanno“…

…e via dicendo.

Finché il mondo si dividerà in due: da un lato ci sei te, sfortunato, solo, triste e inadeguato, e dall’altro lato ci sono gli “altri”, appagati, felici, fortunati, belli e simpatici.

Questo atteggiamento, può diventare davvero pericoloso, perché porta alla crescita di un sentimento autodistruttivo:

L’invidia

So bene di cosa sto parlando, perché ci sono passata in prima persona…

Esatto, lo devo confessare…sono stata per tanto tempo una grande invidiosa.

Ho passato anni a torcermi le budella perché non riuscivo a fare determinate cose mentre qualcun altro (o più spesso qualcun’altra, ahimè) ci riusciva.

Il problema era che non ci riuscivo semplicemente perché nemmeno ci provavo, e non perché non ero abbastanza brava.

Semplicemente evitavo la fatica di migliorare la mia vita.

Tutte le mie energie erano impiegate nel criticare quei comportamenti che io stessa avrei tanto voluto avere.

Ha pienamente ragione Zuenir Ventura quando, nel suo libro Invidia. Il mal segreto, dice:

“L’invidioso non è altro che una persona che non si espone alla competizione, per paura di uscirne perdente“.

Ti assicuro che è molto più semplice buttar giù gli altri che agire per migliorare la propria situazione.

Ma i risultati di questo atteggiamento sono solo tanta frustrazione e solitudine, perché quando si sta sempre attenti a ciò che accade agli altri, si finisce per dimenticarsi di se stessi.

Poi, a un certo punto della mia vita, invece che stare sempre a guardare e criticare, ho iniziato a fare cose che prima non avrei mai fatto.

Ho iniziato a fare quelle cose che, se raccontate da altri, avrei invidiato.

E ha funzionato!

Il primo passo è stato una sorta di scintilla che ha scatenato una catena di eventi positivi.

Ti assicuro che nel momento in cui smetti di stare a guardare gli altri (e di provare invidia) e investi tutte le energie nel fare quelle azioni che possono migliorare la tua vita, ti sorprenderai di quante cose belle possano accadere!

Di colpo sei una persona più felice e appagata.

Come ci sono riuscita?

Vai avanti con la lettura… ti svelerò tutto!

#1. Invidia e gelosia non servono

“Tu sei il miglior te stesso, ma a voler essere un altro, sarai sempre e semplicemente il miglior numero due”.

~Leo Buscaglia

Hai mai pensato che fin dall’inizio dei tempi, non c’è mai stato un’altra persona come te?

Esatto, nessuno è mai stato uguale a te, e nessuno lo sarà mai.

Tu sei una creatura unica e ogni tentativo di imitare gli altri sarà semplicemente vano, quindi a cosa serve l’invidia?

La cosa che devi comprendere a fondo è che la tua unicità è il tuo più grande valore, è la tua più grande ricchezza.

La tua unicità è qualcosa di meraviglioso.

In natura ogni cosa differisce da un’altra, la natura aborre l’identicità, crea solo originali e nessuna fotocopia.

Ogni uomo differisce da un altro, così come ogni fiore e ogni singolo filo d’erba è diverso da tutti gli altri.

Tuttavia, fin da quando siamo piccolissimi, veniamo paragonati agli altri bambini e raramente ci viene insegnato come scoprire e sviluppare la nostra unicità.

La maggior parte degli uomini teme infatti la diversità, e anziché accettare gioiosamente la sfida che la diversità reca in sé, mostra in genere di averne paura, pertanto la sfugge e si sforza di uniformarsi agli altri, coltivando purtroppo l’invidia in tenera età.

Il primo obiettivo della vita di ognuno di noi dovrebbe essere proprio quello di evitare l’invidia per scoprire la propria unicità, le specifiche potenzialità e i punti di forza, e imparare a svilupparli, a valorizzarli e successivamente a condividerli con gli altri.

Per creare valore anche al di fuori di noi.

In un mondo di diversità qual è il nostro, paragonarsi con gli altri è un’azione vana e priva di valore, quindi l’invida può smettere di essere un problema. :).

È necessario cambiare punto di vista: al mondo esiste una e una sola persona con cui possiamo confrontarci, cioè noi stessi.

Cambia l’oggetto di paragone, impara a confrontarti con te stesso, con le tue capacità, i tuoi talenti, le tue caratteristiche e con ogni piccolo obiettivo che raggiungi TU e non qualcun altro.

Il viaggio all’interno di noi stessi è il più bello, il più godibile, il più duraturo di tutti i percorsi che abbiamo occasione di seguire nel corso dell’esistenza.

E la tariffa è bassa…che aspetti!

A questo proposito, esiste un racconto molto simpatico e divertente ma allo stesso tempo pieno di verità, che voglio condividere con te.

È conosciuto nei paesi anglosassoni con il titolo “The Animal School“, ossia La Scuola degli Animali.

“Un giorno gli animali si radunano nella foresta e decidono di aprire una scuola.

Un coniglio, un uccello, uno scoiattolo, un pesce e un’anguilla costituiscono il corpo docente.

Il coniglio insiste affinché nelle materie d’insegnamento ci sia la corsa. L’uccello pretende di introdurvi il volo. Il pesce vuole a tutti i costi aggiungervi il nuoto, e lo scoiattolo s’intestardisce a esigere che si insegni ad arrampicarsi su un albero in perpendicolare.

Insomma, ognuno voleva che la propria specialità diventasse materia di insegnamento.

Alla fine, dopo lunghe discussioni, decidono di scrivere una guida didattica che includa tutte le materie in questione, e decidono che tutti gli animali insegnino tutte le materie.

E cominciano i guai.

Il coniglio, pur essendo un portento nella corsa, non riesce a inerpicarsi su un albero in verticale; per lui quella materia è davvero un problema. Ben presto, a furia di cadere all’indietro, riporta una sorta di lesione cerebrale, e da quel momento non è più in grado di correre.

Il risultato?

Diventa mediocre nella corsa, e un disastro nell’arrampicata in verticale.

A sua volta l’uccello è un asso del volo, ma quando si tratta di scavare con le zampe una tana nel terreno, non se la cava così brillantemente.

Si spezza il becco, si rovina le ali e dopo poco tempo non è più neppure un eccellente volatore, per non parlare di come è scarso nello scavar tane e inerpicarsi in perpendicolare sugli alberi.

Ben presto gli animali capirono che la loro scuola non poteva funzionare e che era molto meglio per tutti che ognuno tornasse a fare quello che era bravo a fare…certo, cercando di migliorarsi ogni giorno di più.”

Morale: pensa a ciò che sei, al fantastico potenziale racchiuso in te, impiega le tue energie a conoscerti ogni giorno di più e a migliorarti.

Rispetta il modo in cui il divino ti ha creato.

Puoi smettere di paragonarti agli altri solo se inizi a coltivare i tuoi tesori interiori.

Cresci, matura, diventa la versione migliore di te stesso.

#2. La Regola d’Oro: Accetta e Ama te Stesso

“Non dimenticare di amare te stesso”

~ Soren Kierkegaard

Imparare ad accettarci e ad amarci esattamente così come siamo, è a mio avviso la lezione che tutti noi siamo chiamati ad imparare in questa vita.

Amare se stessi, è un’avventura meravigliosa.

Louise Hay, madre del pensiero positivo, dice che è come imparare a volare.

É vero, è più facile a dirsi che a farsi.

Non è per niente semplice amarsi completamente: tutti noi abbiamo i nostri piccoli e grandi difetti che a volte, ai nostri occhi, appaiono così evidenti, da ritenere impossibile l’atto di poterci amare incondizionatamente.

Amare te stesso, non significa essere ossessionato da una visione egocentrica della tua realtà.

Amare te stesso significa prendersi cura della tua persona come faresti di un piccolo neonato indifeso.

Nella maggior parte dei codici morali, sia di natura laica che religiosa, vige una regola che ci ricorda di non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi.

Questa regola riguarda il prossimo, ma da’ per scontato l’amore per se stessi.

I saggi però, non tenevano conto del fatto che non tutti amano se stessi, o meglio, che sono molte le persone che si disinnamorano di se stesse e vengono prese dalla mania di scovare i propri difetti.

Prendere come esempio il nostro comportamento nei confronti degli altri può aiutarci a riconoscere gli atteggiamenti irrazionali e distruttivi che assumiamo verso noi stessi.

Criticheresti mai il tuo migliore amico per aver tenuto un discorso non del tutto perfetto?

La tua stima nei suoi confronti, diminuirebbe se non avesse preso un buon voto ad un esame?

Se tuo figlio non conquistasse il primo posto ad una gara, la sua prestazione pregiudicherebbe il tuo amore per lui?

Probabilmente no, eppure, se sei tu a subire un insuccesso, spesso ti consideri del tutto inadeguato, un fallito.

Perché non ti comporti con te stesso come faresti con una persona a te cara?

Semplice, perché non ti ami.

Arriverai ad amare te stesso quando vivrai completamente calato nella tua realtà e non in quella di qualcun altro.

Ma soprattutto ti amerai davvero quando vivrai come una sfida esaltante la prospettiva di ciò che sei in grado di diventare.

Amare te stesso significa lottare per scoprire e preservare la tua unicità.

Ti riporto qui di seguito le parole di Osho, a mio avviso illuminanti:

“Ama te stesso per quello che sei

E questo non ti impedirà di crescere.

In effetti, più ami te stesso, più ti perfezioni; più ami te stesso, più acquisisci grazia ed eleganza.

Più ami te stesso, più diventi un individuo: autentico, originale.

E soltanto un individuo originale può essere talmente leggero, come un uccello, da avere a sua disposizione, per volare, l’intero cielo della sua consapevolezza interiore.

A quel punto niente più ostacola la tua crescita.

Gesù dice: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’, ma non ha mai insegnato ad amare se stessi.

E se dovessi veramente amare il prossimo tuo come te stesso, lo odieresti, perché tu odi te stesso.

Nessuno si piace: il naso è troppo lungo o troppo piccolo, gli occhi non sono belli come avrebbero potuto essere, il corpo non è ben proporzionato come quello degli altri.

Non fai altro che paragonarti agli altri ma, così facendo, troverai sempre qualcuno che sia meglio di te.

Come puoi amare te stesso?

Bisogna smettere di paragonarsi agli altri.

Devi accettare te stesso così come sei, perché è così che l’esistenza ti vuole.

Ed è così che devi amare te stesso: non controvoglia, ma con gioia.

Solo allora potrai amare anche il tuo prossimo.

Non vi è dubbio che questo accadrà. Quando si è pieni d’amore, inevitabilmente l’amore trabocca. Altrimenti l’amore per il prossimo è la cosa più difficile che esista al mondo…

‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ è la cosa più difficile, perché il prossimo è una scocciatura continua… ma se ami te stesso, il tuo amore ti aiuterà enormemente a comprendere gli altri.

Così come hai accettato te stesso, sarai in grado di accettare le persone per quello che sono.

Non è colpa loro… così come a te, anche a loro l’esistenza ha dato una determinata individualità.

Loro non ne sono responsabili.

E se sai amare te stesso, puoi amare il mondo intero.

Sì… perfino il prossimo tuo.”

#3. L’erba del vicino non è sempre più verde

“Non c’è nessuno che meriti la tua invidia”.

Joan Fuster

Un gruppetto di polli è tranquillo che razzola nel pollaio, quando improvvisamente arriva in mezzo a loro un pallone da calcio.

Allora il gallo si avvicina all’oggetto e dopo averlo esaminato dice alle galline del suo pollaio: “Non è per lamentarmi, ragazze, ma guardate un po’ cosa riescono a produrre al pollaio qui accanto?!

È sempre così, alla porta accanto succedono cose straordinarie: l’erba è più verde, le rose sono più rosse, la macchina è più grossa, tutti sembrano sempre sorridenti e felici… tutti, tranne te.

Sai che ti dico?

Con tutta probabilità, anche gli altri, nel paragonarsi a te, si sentono così.

È probabile che hai loro occhi, la tua erba sia più verde della loro (da lontano appare sempre più verde!), che i tuoi figli siano più educati o tua moglie/marito più affascinante…

Se magari, fai uno sforzo e cerchi di approfondire meglio la conoscenza del tuo vicino, forse ti accorgerai, che anche lui, come te, ha dei problemi e delle insoddisfazioni…come tutti.

C’è un’antica storia Sufi, che fa luce su questo tema:

“Un tempo c’era un uomo che viveva la sua vita sotto il peso di un pesante fardello di sofferenza.

Ogni giorno pregava Dio con queste parole: “Perché proprio io? Tutti sembrano così felici, perché solo io devo soffrire tanto?”.

Un giorno, disperato, pregò così: “Dammi le sofferenze di qualunque altra persona, sono pronto ad accettarle, ma prenditi le mie; non ce la faccio più”.

Quella stessa notte ebbe un sogno bellissimo, bellissimo e rivelatore.

Sognò che Dio era apparso in cielo e aveva detto a tutti gli uomini: “Portate le vostre sofferenze al tempio”.

Tutti erano stanchi delle loro sofferenze e quindi tutti raccolsero le loro sofferenze dentro dei sacchi, e si recarono al tempio, con un aria molto felice.

Era arrivato il giorno, la loro preghiera è stata ascoltata. E anche l’uomo corse al tempio.

Poi Dio disse: “Mettete i vostri sacchi vicino al muro”. Tutti i sacchi vennero appoggiati al muro, e a quel punto Dio dichiarò: “Adesso potete scegliere. Ognuno può prendere il sacco che vuole”.

E la cosa più sorprendente fu questa: quest’uomo che aveva sempre pregato, corse fulmineo verso il suo sacco prima che qualcun altro se n’impadronisse!

E non solo lui, ma tutti quanti corsero verso il loro sacco, e tutti furono felici di riprenderselo.

Cosa era successo?

Per la prima volta, avevano visto le sofferenze degli altri, le infelicità degli altri: i loro sacchi erano altrettanto grandi, o persino di più!

Così tutti tornarono a casa felici. Non era cambiato nulla, stavano riportando a casa la stessa sofferenza, ma erano tutti sorridenti e felici di riavere il proprio sacco.

La mattina dopo l’uomo pregò di nuovo dio e disse: “Grazie di questo sogno. Non chiederò più nulla. Tutto ciò che mi hai dato va bene per me, deve andar bene per me; ecco perché me l’hai dato.”

Amo tantissimo questa storia e la rileggo spesso, per ricordare a me stessa che non è poi così vero che gli altri sono più felici e fortunati di me.

Basta parlare un po’ più a fondo con le persone e non soffermarsi solo ad uno sguardo superficiale per capire che tutti hanno le proprie sfide da affrontare. Ogni giorno.

La differenza sta nel modo in cui queste sfide si affrontano.

Quando la pigrizia e la tendenza a lamentarsi sostituiscono l’impegno e la volontà di migliorarsi, allora sì, l’erba del vicino è sempre più verde, perché è comodo vederla così.

Dietro questo atteggiamento, si cela la paura inconscia di crescere e di affrontare la vita, che è una porta spalancata verso l’invidia.

Ma il paragone che fa nascere l’invidia è in realtà un alibi inconscio per non prendere in mano la situazione.

Si preferisce vedere tutto perfetto negli altri e tutto sbagliato in se stessi, piuttosto di affrontare la compresenza, nella propria realtà, di aspetti positivi e negativi, di periodi buoni e di momenti di crisi, di successi e fallimenti.

E tu cosa ne pensi?

Qual è la tua esperienza con l’invidia e cosa suggeriresti di superarla?

Condividila qui sotto con la community! 😉

P.S. Il punto 2 è sicuramente il più importante.

Amare se stessi è una prerogativa fondamentale per vivere una vita degna di essere vissuta e per attrarre relazioni sane e autentiche, che non sanno neanche cosa sia l’invidia.

Alla Svolta School ne siamo così convinti che abbiamo invitato uno dei massimi esperti di relazioni d’Italia a parlarcene: il prof. Franco Nanetti che ci ha insegnato  come costruire relazioni sane e positive con gli altri e…con noi stessi.

Scopri qui l’episodio in esclusiva.

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24 thoughts on “3 Modi per Smettere di Provare Invidia e Gelosia

  1. Miriam ha detto:

    Ho cercato qualcosa sull’invidia e mi sono imbattuta in questo articolo come anche in tanti altri.ma nel mio caso non rispecchia ciò che effettivamente provo e nemmeno riesco a risolvere perché nello specifico non rientro nelle casistiche descritte o al contrario , rientro un po’ in tutte.mi rendo conto di essere un po’ gelosa ( ma non da stalker), un po’ invidiosa ( non da augurare il male ad altri), un po’ tanto con bassa autostima. Nello specifico, sono gelosa del mio compagno senza motivo. Perché penso che guardi ragazze molto più belle di me.quindi paragonandomi a ciò che vede, mi sento uno schifo, da qui l’invidia e la molto bassa autostima. Ma distruggo mentalmente me stessa, non do colpa ad altri, mi colpevolizzo io, torturandomi dentro senza soluzione, seppur consapevole che è tutto inutile.sono io che mi sento inadeguata. Non reggo il confronto con gli altri e mi sfogo con me stessa, stando male dentro.
    Ok, dovrei iniziare a fare qualcosa ma cosa se il problema è che non mi piace la mia faccia, il mio fisico? Non è che posso farmi chirurgia plastica, non mi è mai piaciuta perché penso che se dio mi ha fatto cosi, cosi devo essere, cioè naturale. La mia lotta è appunto essere me stessa al naturale e accettarmi ma è proprio quello che non riesco a fare.
    Non penso di essere un mostro ma se mi confronto con altri mi sento sempre in difetto.
    Qualcuno può dirmi qualcosa in merito ?

    1. Omnama Team ha detto:

      Cara Miriam, sviluppare amor proprio e accettarsi ogni singolo giorno può enormemente influenzare in maniera positiva il tuo presente e con esso il tuo futuro.
      In parole semplici, imparare ad amarti significa permettere alla felicità di entrare nella tua vita.
      Per quanto difficile possa sembrare la bella notizia è che amare se stessi non è un’abilità assoluta o innata, quanto piuttosto un’arte che puoi apprendere e sviluppare nel tempo, giorno dopo giorno, a piccoli passi.

  2. Antonella ha detto:

    Penso che dall invidia nascono tutti i guai del mondo. Sarebbe davvero molto bello se la gente anziché cercare di danneggiare chi in qualche maniera se la passa meglio, cercasse di migliorarsi….

  3. Elisa ha detto:

    Sono sempre stata convinta che gli altri fossero invidiosi, ed oggi invece mi sono accorta di esserlo io, e di rifuggire tutte le situazioni che andrebbero chiarite perché non ho personalità e vorrei distruggere le persone che mi fanno del male. Purtroppo il sogno della mia vita è andato distrutto, e non ho un sogno di riserva tanto grande per sostituirlo. Non riesco ad accantonarlo e mi fa soffrire sempre. Per questo non mi avvicinero’ mai ai vicini che hanno quei due piccoli bambini, o frequentero’ coppie che mi parlano dei figli che si sposano, o si laureano, o hanno nipoti. Lo so. Il mio mondo è ristretto, ma cerco solo di evitare di soffrire. La mia autostima è altalenante, ma non grande abbastanza per evitare i momenti di crisi. Come faccio a non essere invidiosa di chi.ha quello che io volevo per me? Mettersi in gioco non è facile perché ogni sfida è come un cane che si morde la coda, si ricomincia sempre da capo. Il mio dolore non si calma e la mia forza c’è ma non so come incanalarla in qualcosa di positivo che rappresenti poi un caposaldo per futuri giorni

    1. dino ha detto:

      @elisa, molto bello quello che hai scritto, volevo chiederti: sei sicura di provare invidia? e non dispiacere.

  4. Alessandra ha detto:

    Questo blog è ancora attivo?
    Grazie

    1. Omnama Team ha detto:

      Ciao Alessandra, si il nostro Blog è attivo ????

  5. annalisa ha detto:

    Io soffro di un problema d’invidia strano..quando il mio ex partner mi ha lasciato e ho capito che non c’era più speranza di tornare indietro ho iniziato a pensare ossessivamente che un’altra persona come lui non l’avrei mai trovata.. che dopo tantissimi anni avevo una persona che finalmente stimavo davvero e con cui facevo cose particolari e diverse e purtroppo l’avevo persa. Allora ho iniziato ad impadronirmi dei suoi hobby, intestardendomi sul fatto che anche se lui non è,più con me, non ho bisogno che ci sia..eppure sono scadente, ecco, nel fare cose che non mi appartengono..continuo ad osservarlo e ad individiarlo perché non è più qui con me e si è portato via tutto..la verità è che dopo questo enorme fallimento ho anche paura di ripartire…

    1. Omnama Team ha detto:

      Ciao Annalisa, cara, dovresti piuttosto concentrarti sulle cose che ti piace fare… che ti fanno sentire bene… Va bene se coincidono con quelle che piacevano al tuo ex, ma anche se così non è.

      1. Alessandra ha detto:

        Io soffro tremendamente di invidia verso una persona sola. Una persona che mi batte sotto tutti gli aspetti, famiglia, lavoro, casa, bellezza, età. Ed è una persona che sono costretta a vedere ogni giorno e che ogni giorno, pur non facendo niente, mi ricorda quanto lei sia grandiosa e quanto io fallita. Non riesco più a togliermela dalla mente e mi confronto con lei ormai su ogni cosa. E naturalmente ne esco sconfitta. So che non ho autostima e so che non mi prendo la responsabilità della mia vita, ma non ci riesco. Non so come fare e ogni cosa a cui mi dedico, ogni progetto che tento di avviare, mi sembra stupido, inutile e insufficiente a colmare il divario con lei, non la supererò mai. Guardo la mia casa e immagino la sua più bella e grande e perfetta. Così come di fronte alla mia famiglia con tutti i suoi problemi vedo la sua, felice e unita. Faccio una brutta vita, lo so, e vorrei liberarmi di questo peso. Ho provato anche con la psicoterapia ma non mi ha aiutato.

      2. Omnama Team ha detto:

        Cara Alessandra, la cosa che devi comprendere a fondo è che la tua unicità è il tuo più grande valore, è la tua più grande ricchezza.

        La tua unicità è qualcosa di meraviglioso. Ti lascio di seguito il link ad un nostro articolo, sono sicura che ti sarà utile: http://omnama.it/combattere-l-invidia . ????????????

  6. Luciana ha detto:

    Ciao. Sono Lucy, ti scrivo perché ho un problema. Da quando il mio ex mi ha lasciato e dopo 3 mesi ha conosciuto una ragazza io sono diventata antipatica e invidiosa. Lui non perde occasione per ribadire che la nuova ragazza e’ migliore di me in tutto. Come faccio ad scire da questa situazione? Grazie

  7. Carla ha detto:

    “Quando la pigrizia e la tendenza a lamentarsi sostituiscono l’impegno e la volontà di migliorarsi, allora sì, l’erba del vicino è sempre più verde, perché è comodo vederla così.
    Dietro questo atteggiamento, si cela la paura inconscia di crescere e di affrontare la vita.
    Il paragone è in realtà un alibi inconscio per non prendere in mano la situazione.
    Si preferisce vedere tutto perfetto negli altri e tutto sbagliato in se stessi, piuttosto di affrontare la compresenza, nella propria realtà, di aspetti positivi e negativi, di periodi buoni e di momenti di crisi, di successi e fallimenti.”

    Ecco, penso di essere per una buona percentuale in questa situazione. Ma non è solo la paura di crescere (a 27 anni) e di affrontare la vita che mi blocca. La crisi generale, la mancanza di lavoro, checché se ne dica, influenza molte persone. E io non riesco a non avvertire una “ostilità” da parte di tutto ciò che c’è fuori nei miei confronti. Mi blocco prima ancora di provare un nuovo lavoro perché, penso, per l’ennesima volta non verrò presa, o per l’ennesima volta sarò sbattuta fuori. Da qui la pigrizia, da qui la rabbia, da qui l’invidia per chi ha una storia d’amore (parola che ormai mi è diventata estranea, quasi fosse qualcosa che compete agli altri, non a me), un lavoro (sono arrivata a sperare che una persona a cui voglio un bene dell’anima non venisse presa per un lavoro importante, possibile sia diventata così disperata per la mia infelicità?) o, semplicemente, per chi è felice.

    1. Paola ha detto:

      Io non sono stata mai una grande invidiosa. Ho sempre cercato di trovare un pezzo di felicità nella felicità degli altri e talvolta ha davvero funzionato. Facendo così mi sono ritrovata ad essere felice tante volte anche se nella mia vita in fondo non c’era molto per esserlo.
      Non sempre riesco, ma quando ce la faccio sono doppiamente felice: felice per chi mi rallegro, felice per me che sono riuscita a rallegrarmi invece di provare invidia! Saper gioire per gli altri a volte ha saputo davvero rendermi doppiamente felice! Al contrario l’ invidia, che non nego di aver provato, mi rende doppiamente triste. E io voglio essere felice e non triste! Condividete il mio punto di vista?

      1. Paola ha detto:

        Chi si sente migliore è perché avverte una fragilità che va mascherata.
        È come chi urla; non riesce a mantenere la calma perché sa di essere nel torto.

  8. Fernando Gabrieli ha detto:

    Ciao vorrei sapere come si fa a riuscire a mettersi in testa di essere migliori di altri

    1. Omnama Team ha detto:

      Ciao Fernando,
      mettersi in testa di essere migliore di altri non può fare altro che arrecarti frustrazione e limitarti nel lungo periodo.
      Quello che invece può farti stare bene è cercare di essere migliore per te stesso e di te stesso ogni giorno.
      Sii tu il tuo termine di paragone e non preoccuparti degli altri, ognuno ha la propria storia e i propri talenti 🙂

  9. Sento che l invidia mi sta rovinando la vita. . . . Cosa devo fare per liberarmene. ha detto:

    Come posso liberarmi dall invidia verso gli altri che mi sta rovinando la vita?

    1. Omnama Team ha detto:

      Ciao, una cosa davvero utile può essere, ogni volta che cominci a paragonarti agli altri e a provare invidia e gelosia chiediti per prima cosa: “voglio davvero ciò che l’altra persona ha?”
      Spesso invidiamo o siamo gelosi di cose che non desideriamo veramente ma che sono bisogni “imposti” dalla società.
      Se invece la risposta è si, poniti un’altra domanda: ” come posso, tenendo conto dei miei punti di forza e debolezza ottenere/raggiungere quella sensazione, quella cosa, quel modo di essere che vorrei avere?”
      A questo punto riporti l’attenzione su te stessa e puoi cercare un modo costruttivo per essere migliore, non di qualcun altro, ma per essere la migliore versione di te stessa.
      Facci sapere come va! Un abbraccio di luce

  10. salvatore ha detto:

    Grazie a tutto il team di omnama e complimenti ottimo articolo come sempre! Ho trovato affascinante e illuminatoria la storia della scuola degli animali, davvero molto profonda!
    Comunque è proprio cosi non ci amiamo mai abbastanza e soprattutto non ci accettiamo.infatti secondo me questo è il punto e valore fondamentale che tutti dovremmo installare e coltivare nel nostro inconscio.
    Un grande abbraccio salvatore

    1. Omnama Team ha detto:

      Grazie mille Salvatore per la bella condivisone 🙂 sono proprio d’accordo con te, dovremmo tutti installarlo e coltivarlo nel nostro inconscio. Un abbraccio di luce

  11. anna ha detto:

    quali azioni concrete si possono fare quotidianamente per diminuire l’invidia e riappropriarsi della propria vita?!
    grazie mille 🙂

  12. Anna ha detto:

    quali possono essere le azioni concrete da fare quotidianamente per iniziare a non provare invidia e prendersi la responsabilità della propria vita?

    1. Omnama Team ha detto:

      Ciao Anna,
      grazie per averci scritto 😀
      una cosa che mi sento di consigliarti e che da sola ha il potere di cambiare completamente i tuoi pensieri e le emozioni è sostituire la domanda tipica ” Perchè lei/ lui sí e io no?” con ” Come posso imparare a fare quello? Cosa mi serve per migliorarmi? Cosa mi farebbe sentire bene con me stessa? È in mio potere farlo? Da dove voglio cominciare, ora, in questo preciso momento?”

      Ti consiglio anche di leggere questi due articoli per trovare esempi pratici e riscoprire la forza che risiede dentro di te e che ti rende la persona meravigliosa e unica che sei:
      http://omnama.it/blog/crisi-di-coppia
      http://omnama.it/blog/essere-se-stessi

      Ti auguro una giornata meravigliosa 🙂

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