Addio Sindrome dell’Impostore: Benvenuto Successo!

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Sentirsi inadeguati a una circostanza, impreparati ad una sfida o non all’altezza delle aspettative che gli altri ripongono in noi è qualcosa che tutti abbiamo esperito nella vita. È quello che chiamiamo Sindrome dell’impostore, la convinzione di essere al di sotto della situazione in ogni circostanza, malgrado, razionalmente, riusciamo benissimo a capire che non è affatto vero!

Partiamo dal presupposto che, naturalmente, chi soffre della sindrome dell’impostore voglia fare di tutto per uscirne! Si comincia, dunque, a razionalizzare la situazione e a porsi delle domande riguardo al modo in cui ci sentiamo.

Abbiamo raccolto 7 domande che spesso chi soffre della sindrome dell’impostore si pone, e le cui risposte sono il primo passo per cominciare ad apprezzare sé stessi e le proprie capacità!

1) Come posso evitare di mettermi sempre troppo in discussione?

Si tratta di capire come sia possibile trovare il proprio equilibrio nel fare attenzione alle proprie azioni senza fustigarsi! Dentro di te elabori la convinzione che c’è qualcosa di sbagliato in te, e gli errori che commetti ne sono la prova. Confondi le tue competenze con quello che sei.

Sbagliare è una cosa comune a ogni essere umano, e la capacità di mettersi in discussione è fondamentale. Tutti sappiamo che dobbiamo cambiare e cambiare in meglio, e quindi osserviamo i nostri errori.

Però un conto è osservarli in ottica di indagine, altra cosa è osservarli per giudicarci e per, appunto, fustigarci!

C’è una differenza abissale: quando fai qualcosa che avresti potuto fare meglio dovresti chiederti cosa avresti potuto fare per migliorare, e cosa potresti fare in futuro per fare meglio. Osservare, sì, ma in ottica di crescita e di resilienza, soprattutto sul lavoro!

2) Come posso evitare di prendere decisioni in modo troppo razionale e freddo?

Un vecchio proverbio dice “Scegli col cuore ma porta la testa con te”.

Di sicuro è molto importante fare le proprie scelte in modo ragionato, allenare la logica e decidere in base a considerazioni razionali per capire la fattibilità del nostro progetto.

Bisogna, però, sentire che la nostra scelta ci porta qualcosa in termini di valore. Puoi domandarti, dopo la scelta che stai facendo, come diventerai.

Tieni conto che non hai la sfera di cristallo, e che le tue proiezioni analitiche arrivano fino a un certo punto. Succede, a volte, che qualcosa di eccezionale sopraggiunga a scompaginare le carte che hai disposto sul tavolo della tua vita.

Aver operato le tue scelte sia col cuore che con la testa ti permetterà di raccogliere i feedback della tua evoluzione giorno per giorno, e continuare a restare con la mente e le energie al tuo progetto. Crederci davvero ti permette di trovare soluzioni nel momento in cui la proiezione razionale viene sconvolta dall’imprevisto!

3) Come posso superare la sindrome dell’impostore andando fiero dei miei successi?

Spesso ci capita di pensare che i risultati che stiamo ottenendo non siano nulla in confronto a quelli ottenuti dagli altri. Pensiamo sempre che ci sia qualcun altro capace di fare meglio di noi.

Il punto è che non dobbiamo temere di essere surclassati da chi è più bravo di noi o peggio invidiarli, anzi! Dobbiamo imparare da loro, prenderli ad esempio.

A monte c’è sempre la convinzione che non siamo sbagliati se sbagliamo, e sulla falsariga di questo ragionamento possiamo considerare che non siamo sbagliati se non siamo perfetti. Di conseguenza, sappiamo di avere sempre spazio per imparare e migliorare!

Se partiamo da questo presupposto, le persone più brave di noi diventano maestri, e le imperfezioni nel nostro operato diventano spunti di miglioramento, per crescere sempre!

Se cominciamo a ragionare in quest’ottica ci mettiamo su un cammino di evoluzione. Pensa a com’eri dieci anni fa, a come sei cresciuto, ai passi avanti che hai fatto. Puoi andare fiero di ognuno dei tuoi risultati perché ciascuno di essi è un passo verso il miglioramento!

4) Come posso sentirmi all’altezza sul lavoro?

Alle volte, malgrado i fatti dimostrino il contrario e, anzi, gli altri riconoscano la nostra bravura, sul lavoro ci sentiamo inadeguati. Ci sentiamo sempre gli ultimi arrivati, impreparati o inefficienti, e di base è in questo che si risolve la sindrome dell’impostore!

Le ragioni di questa sensazione di insicurezza possono essere moltissime e profonde, ma il risultato è che non ci sentiamo mai abbastanza. Sentiamo il bisogno di fare tutto in modo perfetto, e, ovviamente, non ci riusciamo perché la perfezione non esiste!

Ma da dove cominciamo a combattere la nostra insicurezza?

Spesso, la nostra sensazione di inadeguatezza è qualcosa su cui possiamo intervenire lavorando sulla nostra percezione dello spazio e dei rapporti che ci circondano. Cosa stiamo facendo per integrarci con i colleghi? Recepiamo i loro complimenti e i loro riconoscimenti nel giusto modo o tendiamo a minimizzarli?

Non dobbiamo aspettare che siano gli altri ad accoglierci e a darci sicurezza, ma siamo noi che dobbiamo agire per integrarci e valorizzarci!

5) Come posso combattere la convinzione che non avrò successo economico?

Spesso la nostra preoccupazione riguardo alla nostra situazione economica è legata al nostro mindset: pensiamo di non meritarci successo economico, o di non essere in grado di gestirlo.

A volte pensiamo che guadagnare tanto significhi vendere i nostri valori, e quindi ci auto-sabotiamo dal punto di vista economico perché non vogliamo “perderci”.

Razionalmente siamo tutti in grado di capire che una giusta retribuzione è il tornaconto corretto per il nostro lavoro, ed essere consapevoli del nostro valore professionale è il primo passo per accogliere il successo economico!

Per capire quale meccanismo si agita dentro di noi quando ci auto-sabotiamo economicamente, possiamo prendere un foglio di carta, dividerlo in due e scrivere da una parte “Successo”, e dall’altra “Soldi”. Come in un flusso di coscienza, scrivi sotto ciascun termine ogni associazione mentale che ti balza alla mente: è un ottimo sistema per leggere, fra le righe di quanto hai scritto, la ragione per cui non hai un buon rapporto con l’aspetto finanziario della tua vita.

6) Come posso sentirmi all’altezza sul lavoro se non riesco a rispettare le scadenze?

Valuta che, se hai le competenze e l’organizzazione per fare il tuo lavoro, hai tutti gli strumenti per rispettare le scadenze. Dunque il primo passo da fare, banalmente, è domandarti che cosa ti impedisce di rispettarle!

Spesso diciamo a noi stessi di non avere tempo, senza però valutare quanto tempo sprechiamo fra le maglie di un’organizzazione imperfetta. La gestione del tempo è fondamentale, soprattutto quando le scadenze vengono definite dall’esterno. Non avere timore di far presente uno slittamento delle scadenze e fornisci la tua spiegazione con onestà e tranquillità, proponendo una nuova pianificazione che rispetti le tue possibilità in modo realistico.

Ma qual è la cosa davvero fondamentale, la base di tutto?

Ascoltare te stesso. Non è facile, anzi è davvero difficile. Ma capire cosa si agiti nel tuo cuore e imparare ad ascoltare i tuoi pensieri è la base per rispondere a tutte le domande che potresti farti nel tentativo di capire perché soffri della sindrome dell’impostore.

7) C’è qualche esercizio che posso fare per riconoscere i miei successi?

Il vaso dei successi: piazza all’interno di casa tua un vaso. Un semplicissimo vaso in cui, però, ad ogni successo della tua vita, anche il più piccolo, farai scivolare un bigliettino che te lo ricordi. Questo ti servirà non solo per renderti conto di quanti piccoli successi sia costellata la tua vita, ma anche a farti capire su cosa maggiormente ti stai concentrando per migliorarti.

Dirsi grazie: al mattino, appena sveglio, dedica un minuto a te stesso, guardati allo specchio e ringraziati per qualcosa per cui ritieni di doverti ringraziar. Un piccolo successo del giorno prima, non aver posposto la sveglia. Piccole cose, ma per cui sentiamo di doverci ringraziare: aprire le braccia a noi stessi è il primo passo per valorizzare i nostri successi!

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