Intelligenza Emotiva: Cos’è e Come Allenarla

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Ti sei mai chiesto quale sia la caratteristica che ti permette, ad esempio, di restare in contatto con un vecchio amico malgrado gli anni che passano e la distanza? Di curare i tuoi rapporti in modo sano, duraturo ed equilibrato malgrado le difficoltà della vita e le strade differenti che spesso prendiamo? Di affrontare un disaccordo senza perdere le staffe o di sapere gestire una comunicazione difficile mantenendoti calmo e neutrale? Beh, si tratta di una caratteristica che forse pochi hanno, ma che è fondamentale: l’intelligenza emotiva.

Si tratta di qualcosa che anche sul lavoro può fare la differenza: ad esempio, l’intelligenza emotiva è una delle skill fondamentali, una delle più ricercate dagli HR, i “cacciatori di teste” che si occupano di trovare e assumere nuovo personale.

Ma perché l’intelligenza emotiva è così ricercata?

Innanzitutto cerchiamo di definirla: l’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri. Si tratta di una capacità fondamentale, che migliora i nostri rapporti di amicizia, di amore, sul lavoro, in famiglia, e persino con noi stessi!

Già, noi stessi: si parte sempre dal “me”. Non si può fare nulla se prima non si impara a lavorare sul “me stesso”, e la ragione fondamentale è abbastanza intuitiva. Stiamo con noi stessi ventiquattr’ore al giorno, sette giorni su sette, da quando nasciamo fino al nostro ultimo giorno su questo pianeta!

Ma cosa si intende per “relazione con noi stessi”?

Spesso siamo ostaggio delle nostre emozioni disfunzionali. Rimaniamo arrabbiati per ore, oppure preoccupati. Ci sentiamo ansiosi, rimuginiamo su fatti, persone, esperienze, cose che ci sono state dette e molto altro. Forse ci sentiamo in colpa per qualcosa o siamo depressi. Si instaura una spirale negativa che non fa altero che spingerci in basso e trasformarci nella versione peggiore di noi stessi.

L’intelligenza emozionale ci aiuta a uscire da quella spirale, a riconoscere le emozioni che stiamo provando e a capire come gestirle.

È una capacità, che però solo qualche volta è innata: si può allenare, le nostre capacità si possono affinare con una pratica costante. Un lavoro costante che agisce su tre livelli.

  • Autoconsapevolezza
  • Autogestione o self management
  • Self leadership

Per spiegare queste tre dimensioni, facciamo un piccolo paragone aziendale.

In un’azienda che funzioni davvero, la prima caratteristica che definisce e descrive la sua realtà è una consapevolezza molto chiara di quale sia il suo campo d’azione. L’azienda opera in un determinato campo, non in un altro: ha un settore d’elezione ed è lì che si muoverà.

Detto questo, dovrà avere una vision. Una direzione da seguire, ed è il leader, in questo caso, a intervenire per dare il giusto impulso.

Infine, ci vuole qualcuno che sia in grado di seguire la linea e trasformarla in realtà: il manager.

Riportiamo questo paragone sulla sfera personale, torniamo all’intelligenza emozionale. Dopo la consapevolezza avremo bisogno di “self Leadership“, capire dove vogliamo andare, che tipo di persona vogliamo essere, cosa vogliamo avere nella vita. La direzione che vogliamo prendere!

Dopodiché abbiamo bisogno “autogestione“, essere manager di noi stessi e imparare a valorizzare al meglio le nostre energie, i nostri stati d’animo e il nostro tempo.

Ma come si può lavorare sull’intelligenza emotiva?

Possiamo vedere i tre livelli come un contenitore. Immaginiamo ora di poter passare trasversalmente questo contenitore con una sola pratica mindfulness che riesca a toccare tutti i livelli e, possiamo dire, a tenerli insieme.

Si tratta di quella che gli addetti ai lavori conoscono con l’acronimo RAIN, come la pioggia, e deriva dal buddismo del sud est asiatico. Non è una pratica religiosa: è più che altro un’applicazione filosofica che ci aiuta semplicemente a essere delle persone migliori sia con noi stessi che con il prossimo.

Questa tecnica ripercorre ogni lettera del suo acronimo per ricordarci delle specifiche pratiche che ci aiutino a migliorare il nostro livello di intelligenza emotiva.

R: Riconoscere

Il primo passo per migliorare la nostra intelligenza emotiva è riconoscere. Riconoscere ciò che siamo, quel che c’è, di cui disponiamo, la creta su cui andremo a lavorare: è l’autoconsapevolezza.

Il riconoscimento è importante perché spesso siamo così presi dalla nostra rutilante quotidianità che non ci soffermiamo a capire e sentire quello che stiamo provando. Dobbiamo imparare a capire le nostre emozioni.

Ad esempio: potremmo essere arrabbiati. Ottimo. Ma arrabbiati, infastiditi o furiosi? Magari siamo infastiditi. Ma infastiditi disgustati o più che altro contrariati? Più contrariati… questa falsariga si può seguire finché si vuole, svela una “grana” nelle emozioni, delle sfaccettature che compongono le nostre sensazioni che è utile imparare a riconoscere.

Per imparare questo possiamo fare un piccolo esercizio. Puntate la sveglia del telefonino in tre momenti casuali della giornata. Quando la sveglia del cellulare suona, spegnetela, fate un respiro e chiedetevi quale emozione state provando in quel momento.

Questo ci obbliga a diventare consapevoli delle nostre emozioni: non siamo in grado di sapere in anticipo cosa sarà successo, come ci sentiremo quando la sveglia squillerà.

Facendolo tutti i giorni puoi arrivare a tenere un piccolo diario delle emozioni, per capire come sia la tua curva emozionale.

A: Accettare

Questo è un passo importantissimo, perché tutti noi tendiamo a reprimere le emozioni negative o difficili. Cerchiamo sempre di mettere la polvere sotto il tappeto per non vedere le cose negative: quando non le vediamo pensiamo vada tutto bene. Ovviamente, è solo un’illusione!

Non vogliamo la tristezza, non vogliamo il dolore, non vogliamo la paura: non accettiamo quel tipo di emozioni, non vogliamo provare sofferenza emotiva. E invece dobbiamo tuffarci dentro quelle emozioni come ci tuffiamo nel mare. Ma come?

Un esercizio che può aiutarci in questo coinvolge il respiro. A qualsiasi emozione che sentiamo, anche dolorosa o spaventosa, il segreto è proprio il respiro. Quando provi quelle emozioni, fai dei lunghi, profondi respiri. Più un respiro è lungo, più lunga è l’espirazione, più profondamente stiamo stimolando il nervo vago, il sistema parasimpatico e la risposta del rilassamento.

Il respiro è direttamente collegato alle nostre emozioni, per questo, gestendolo, possiamo gestire anche le nostre emozioni.

I: Indagare

Abbiamo bisogno di capire. Capire cosa abbia scatenato l’emozione che ci sta animando, da dove sia nata. Se è stato un tono di voce particolare, qualcosa di inaspettato. Se è arrivato dal o dalla mia partner, o dal mio capo al lavoro, o magari da un amico. Questa sensazione mi ricorda qualcosa? Quando è stata l’ultima volta che mi sono sentito così?

L’esercizio che possiamo fare per imparare a indagare le nostre emozioni è semplicemente questo: porci delle domande. Scomporre l’emozione che stiamo provando, frammentarla in dettagli a cui sia più facile dare singolarmente una risposta.

Porsi domande di auto coaching per capire da dove una sensazione nasce, e che significato abbia.

N: Nutrire

Quando siamo malati, la prima cosa su cui cerchiamo di intervenire è l’alimentazione. Abbiamo bisogno del giusto nutrimento per curare il corpo, e la nostra sfera emozionale non è diversa. Abbiamo bisogno di nutrire la parte di noi che è stata ferita per farla guarire.

Ovviamente, il nutrimento per l’anima è l’amore.

L’amore è la forma più potente, l’energia più dirompente, e l’unica guarigione vera che esista al mondo. Nessun metodo funziona veramente se alla sua base non c’è l’amore, quindi saltiamo ogni preambolo: per guarire una parte danneggiata della nostra sfera emotiva abbiamo bisogno di nutrirla con una presenza amorevole.

Tenendo conto sempre del fatto che il punto di partenza siamo sempre noi, dovremo imparare a parlare a noi stessi in modo amorevole, come se fossimo la persona che amiamo di più al mondo. Diamo a noi stessi incoraggiamento e ascolto, parliamoci in modo da sostenerci e da ricordarci che valiamo, abbracciamoci. Perché no, magari davanti a uno specchio!

Imparare a leggere sé stessi e il mondo è alla portata di tutti e ti cambia la vita!

Unisciti a La Svolta School, e scopri come gestire le tue emozioni una puntata alla volta!

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